C’è un ristorante incredibile a Milano, Zona Tortona (quartiere che sto lasciando per andare ad abitare a Milano3). Si chiama Persian Red Rose, è minuscolo, nascosto, quieto ed economico. Come si può immaginare dal nome, è iraniano, gestito da Mitra e figli, di Teheran. Ogni tanto ci passo tornando a casa, take-away di khoresht fesengian (uno spezzatino con noci e melograno, per gli amici “quello col melograno”) e via. Non è che mi ricorda l’estate scorsa, ma di certo subisco la fascinazione del luogo. Del resto, in Iran non ho mangiato mai bene come da Mitra & figli.
La settimana scorsa ci ho portato Yuval, l’eroe dei Due Mondi israeliano che col suo passaporto, in Iran non ci può entrare. Il primo piatto che ci han servito è stato hummus (stra-tipico in Israele). Dio Yuval, sei sicuro che ci vuoi andare? Non dirgli di dove sei. L’ultima volta, poi, alla cassa del ristorante, c’era una signora bionda dall’età indefinibile. Turca.
Primo suggerimento per i milanesi quindi: Via Tortona 20.
Il secondo suggerimento è cinematografico, il primo dei tanti. Se ne parla già nella blogosfera (vana speranza l’anteprima), candidato all’Oscar come migliore animazione contro Ratatouille, esce il 29 febbraio Persepolis. L’ho visto a Ferrara lo scorso autunno, indovinate con chi? Insieme a Yuval ovviamente! E dopo le mie belle 3 ore di coda, ma mantenendo un bellissimo primo posto assoluto davanti alla porta del Cinema. Quel pomeriggio ho pensato che il film avrebbe sfondato in Italia, è perfetto, anche se i lunghi d’animazione per noi son da bambini, questo è equilibrato, poetico, storico, con la visione naif della politica che – credo – funziona e soprattutto si presta alle nostre interpretazioni intellettualmente semplicistiche (sì, intendo down with the USA).
Il personaggio protagonista è la stessa Marjane (Satrapi, l’autrice) da bimba. Resa con sapienza, è un personaggio energico e tagliente, e serve per inserire una enorme brace di ironia alla Storia e ai precetti religiosi. Marjane sogna di essere il nuovo e ultimo profeta della storia (cioè il mahdi), e tra i punti programmatici della sua nuova religione c’è anche: “Nessuna donna anziana soffrirà mai più.” E come? le chiede la nonna: “Semplice, sarà vietato.” risponde la nipote.
Il blog di Persepolis è un buon esempio di promozione buzz, con tanto di emoticons e animoticons per MSN. Ora comincerò a trovare un milione di casi che avrei voluto citare nella tesi!
Guardatelo, insomma. Per l’Oscar sono assai combattuto tra Persepolis e Ratatouille (credo sarei più per il secondo, pensandoci, è più introspettivo). L’argomento è quantomai centrale e ciò che è raccontato con burattini e sagome nere e bianche è una realtà molto presente nelle nostre vite, anche se non lo sappiamo. Per fortuna questo film viene a smuovere un po’ i colti animi italioti. A questo punto speriamo che la discussione sarà condotta da parti illuminate dalla ragione.