Segnalano su Etz l’ennesima notizia dell’ennesimo video aberrante pubblicato da studenti su YouTube. In effetti la condizione umana ed etica di questi ragazzi è preoccupante, ma.
Secondo me la cosa peggiore è un preside che dice: “Mi chiedo cosa stia capitando ai nostri ragazzi, ormai molti di loro sono impermeabili a qualsiasi messaggio educativo“.
Ah? Probabilmente i nostri ragazzi devono essere educati con gli strumenti e i linguaggi adatti alla loro epoca. Non sono impermeabili, sono quanto di più permeabile si sia mai visto nella storia!
La scuola è una delle istituzioni più lente e inadeguate del nostro sistema, probabilmente dovrebbe insegnare a usare i telefonini, piuttosto che subirli. Evidentemente non ci riesce.
Noi saggia generazione di colti ed eleganti utilizzatori di libri e quotidiani, perché non facciamo qualcosa di utile, per mostrare ai ragazzi i valori sociali, cioè quelli positivi per la società? Tipo studiare qualche progetto multimediale, divertente e interattivo, discutere, ascoltare ecc.
Mi è capitata per caso sotto gli occhi una foto di Jimmy Wales, che potrebbe già essere una traccia. Nel nostro nascituro ufficio (ce la faremo, coraggio), una parete sarà dedicata ai post-it per innovazione, e un foglio come quello di Jimbo ci starebbe benissimo, ce lo vedo già!
Ma insomma. Sento solo rassegnazione in giro, ma volete farmi credere che la prossima generazione è da buttare? O forse è solo che nessuno la capisce?














Ormai la crisi dei giovani è palese.
A proposito sto partecipando ad un evento che vuole affrontare in modo transdisciplinare come la società in cui viviamo stia cambiando velocemente e l’impatto sulle giovani generazioni. L’ambito è accademico, cercherò di dare rilievo alla rete e ai suoi lati costruttivi. Insomma, diamoci una mossa
[...] collego a quello che diceva qualche giorno fa l’altro nativo, perché credo che questa possa essere parte della risposta alla domanda: “Ma cosa gli è [...]
La crisi dei giovani non puo’ che venire dalla crisi dei loro genitori, da chi e’ preposto ad impartire educazione. Educare un figlio e’ difficile e molto impegnativo, come insegnare in una scuola. Crescere i figli, trasmettere valori, vicinanza, guidarli nella scoperta della vita, aiutarli a distinguere tra il bene e il male richiede grande dedizione, sacrificio e tempo. I genitori “assenti” non possono pensare de delegare al la scuola o alla tv l’educazione morale dei loro figli. La tecnologia come i libri, sono mezzi.. siamo noi genitori che abbiamo il compito di insegnare ad usarli, soprattutto condividendo, cercando di capire, ma non solo, dobbiamo fornire regole, poche, ma salde. A volte in ufficio da me vengono famigliole con dei bambini bellissimi che si comportano pero’ come animaletti impazziti, non sanno aspettare un minuto senza distruggere tutto cio’ che riescono a toccare.. e i genitori? Niente, neppure un batter di ciglio.. Poi un bel giorno si accorgono che i loro figli non sono come loro avrebbero voluto..forse sono quei genitori che si fissano sul rientro a casa a un’ora stabilita e fanno fuoco e fiamme se si trasgredisce di un minuto e nello stesso tempo non sanno nulla della vita dei loro ragazzi. Il discorso e’ lungo e complesso, ma se fate un figlio, prendetevi almeno la briga di leggere le istruzioni come fareste se acquistaste un videoregistratore!