BioAneddoti
Created 22 July 2009
Come dati un sacco interessanti, dichiaro di essere nato il 4/9/1982. Ho vissuto ad Alba (CN), frequentato un’università a Siena e poi una a Milano, e ora sono ancora qui, a Milano.
Da piccolo guardavo molti cartoni Disney, suonavo il pianoforte e a scuola mi prendevano in giro perché giocavo (praticamente da solo) con una simulazione di compravendita di titoli azionari. Ferreri ha poi ideato un gioco concorrente di scambio valute, ma nonostante fosse senza quota d’iscrizione, ha avuto un successo paragonabile al mio, cioè nullo.
Ero timido, passavo le lezioni a scambiare bigliettini con Bagna e le gemelle. Ogni tanto nell’intervallo Audi mi trascinava per i corridoi della scuola, tirandomi per i piedi. Era moderatamente divertente. Per gli spettatori di più.
Negli ultimi anni di liceo collaboravo con Studenti.it, volevo mettere le mani sull’effimero “internet” e creare dei siti miei. Vivevo per i loghi, sembrava non facessi altro che studiare, ridisegnare, inventare loghi. Prima di internet avevo già fatto diversi casini coi computer, avevo infettato tutti i computer dell’ufficio di mio padre con un virus, avevo formattato per sbaglio il mio almeno 3 volte. Quando ho usato il primo CD-ROM (una enciclopedia) non mi ha affatto entusiasmato. Come dicono i 3 Dead Dolls, il “multimedia” è come i media normali, ma più piccolo e sgranato. La prima volta che ho visto Windows95 ho aperto Paint, ho notato che la palette colori era molto più ampia di quella di Win3.1, ho impostato l’arancione, disegnato un tratto. Poi l’ho chiuso, senza saper più che altro fare.
Ho un fratello minore, ha due anni in meno di me. Mio fratello e io abbiamo sempre litigato. Ma da quando mio padre istituì un premio riparitivo di 1.000 lire per chi dei due avesse dovuto piangere per mano dell’altro, non accaddero (quasi) mai più incidenti. I rally erano l’occasione principale di aggregazione famigliare maschile. Tutti abbiamo sempre amato le automobili e le gare automobilistiche, andavamo a vedere i Rally di Sanremo, Montecarlo e il Neste Rally Finland abbastanza regolarmente. Dal mio punto di vista, abbastanza altrettanto regolarmente distruggevo motorini, moto e macchine in incidenti di vario tipo ma da cui sono sempre uscito illeso.
Le divertenti storielle famigliari che mi riguardano vertono spesso sulla mia celebrata e talvolta canzonata flemma. La più famosa è la scena in cui – molti anni fa – viaggiando in macchina nel sedile posteriore, per avvertire gli adulti davanti del fatto che mio fratello s’era ribaltato giù dal seggiolino e pendeva a testa in giù tra questo e lo schienale, mantenni la calma dicendo a ripetizione e a bassa voce: “mamma, è caduto quello lì”. Ora come allora, il divertente che trovo in questa storia non sono io, ma è l’immagine di mio fratello ribaltato.
Ora non vorrei neanche scrivere un libro con le mie memorie su questo sito. Per altri aneddoti c’è sempre tempo. Potrei anche aprire i commenti di questa pagina, sicuro che qualcuno verrà a contribuire.












