Giorgio Montersino

personal homepage

Archive for the ‘ Importato da Digital Natives ’ Category

Un super-mega-fantastrabilious BRAVI a Stefano Migliore e Francesca Casadei (o “LaFra” per i frequentatori di blog o girl geek dinners), che hanno vinto il leoncino d’oro al Festival della pubblicità di Cannes, nella categoria Media dei Young Lions.

francesca casadei e stefano migliore

Di solito non siamo fortunatissimi a Cannes, ma questo premio finalmente inorgoglisce tutta la nostra splendida Italia giovane e creativa, che si lustra la criniera sotto il sole dorato della Costa Azzurra!

Congratulazioni ragazzi!!!

Che forma ha una vera preghiera? Rime, melodie, metriche, consistenza con il passato, la scelta delle parole giuste? O cristallizzate nella memoria di adolescenti che ricordano i lunedì pomeriggio all’oratorio. Ci sono le tre righe di Baricco, «Signore buon Dio / abbiate pazienza / son di nuovo io» (Oceano Mare), quasi insuperate finora, nel rappresentare un rapporto consapevole, praticamente razionale. Ma c’è un’altra pagina che mi ha scioccato, anzi commosso: l’incipit di Figli del limo di Queneau. Eccola:

«Cinque franchi, cento soldi, quelli che ti darò, proprio qui: cinque franchi dei miei che ho guadagnato con la mia frutta e verdura sant’Antonio da Padova, se quest’anno i parigini tornano come gli anni scorsi, con le auto e le figlie e gli amici, soprattutto con le figlie, soprattutto quella grande bionda, e se ritornano da me a comperare la frutta e le olive da prendere con l’aperitivo che loro poi prendono da Bossu il mio vicino, il barista. Che ritornino, che ritornino, ti prego sant’Antonio. Qui vicino c’è la loro domestica che forse prega perché invece non ritornino. Sant’Antonio benedetto, fai che la mia preghiera sia più forte della sua. Se lei domanda questo, vuol dire che ha delle cattive intenzioni. Le mie intenzioni non sono cattive. Non è tanto per il guadagno che faccio sulla frutta che loro mi comperano che io ci tengo al loro ritorno. Ecco com’è: io vorrei che tu li facessi tornare, per il fatto che è un piacere vederli perché sono ricchi e sono belli, le ragazze naturalmente. E non dico questo per via delle ragazze, perché io sono sposato, tu lo sai grande sant’Antonio da Padova, perché io sono sposato anche se mia moglie non è molto carina con me.»
E aggiunse, come un vero cugiano: «Mio Dio, prega per me Sant’Antonio da Padova.»
Raymond Queneau, Figli del limo, Einaudi 2003, pag. 1

Senza dimendicare anche il cupo percorso di crescita del giovane Dedalus. Una tormenta continua che si dimena tra privazioni e sollecitazioni per un terzo di libro, per finire con la più lucente delle verità individuali:

Non servirò ciò in cui non credo più, si chiami questo la casa, la patria o la Chiesa: e tenterò di esprimere me stesso in un qualunque modo di vita o di arte quanto più potrò liberamente e integralmente, adoperando per difendermi le sole armi che mi concedo di usare: il silenzio, l’esilio e l’astuzia.
(…) Mi hai fatto confessare le paure che sento. Ma ti dirò anche che cos’è che non mi fa paura. Non mi fa paura esser solo o venir sprezzato per un altro o lasciare tutto ciò che tocchi lasciare. E non mi fa paura commettere un errore, anche un grande errore, un errore che duri quanto la vita e magari tutta l’eternità.
James Joyce, Dedalus. Ritratto dell’artista da giovane, Adelphi 1990 (trad. Pavese)

Ecco le basi. Per cosa volete, una vita imprenditoriale, una lotta idealistica, una riflessione religiosa. Ogni tanto le cito, mi sembrava giusto fissarle anche qui.

(Derivano da un riflusso di Anobiietà :) )

Questa settimana è entrata nell’arena di YouTube anche la Regina di Giordania. Sua Altezza Rania Al Abdullah, splendida figliola, moglie del buon Re Abdullah II, attivissima in una serie di iniziative umanitarie (per l’Unicef, al World Economic Form, ecc.) chiede ora di snocciolare i nostri pregiudizi circa il mondo arabo. Pubblica un video su YouTube e chiede agli utenti di esprimersi in libertà, con creatività, producendo video che illustrino i loro cattivi pensieri.

Brutta, bruttissima idea, cara Rania. Io Vi voglio bene e Vi adoro per il Vostro coraggio, ma se l’intenzione era di “break them one by one”, well, Vi devo dire che non credo ci riuscirete.

In una settimana il video è stato visto da quasi un milione di persone (che hanno lasciato oltre 1000 commenti) e sono già 33 i video di risposta. Ne usciranno molti altri nei prossimi giorni e alcuni di questi sono davvero efficaci nel sottolineare le caratteristiche del mondo arabo che noi odiamo. La mancanza di libertà, l’aggressività, l’ipocrisia nell’accusare senza autocritica, l’incoerenza nel rispettare gli accordi, ecc. Il punto è che non sono stereotipi, sono proprio cose che esistono e che noi odiamo, e che sappiamo mettere in immagini+musica molto bene.

Non avete fatto un buon affare, cara Rania.

Finalmente un’altra nottata nel salotto di casa, seduto sul tappeto con una fornitura di CocaCola e merendine. E naturalmente il portatile e SKY Cinema (più probabilmente E!Entertainment). La notte degli Oscar inizia tra due ore e io non vi ho ancora detto che Beaufort è un gran film!

È ufficiale: faccio il tifo per Beaufort nella categoria film stranieri. No, non ho visto gli altri, quindi sono così pregiudizievole. Ma non me ne frega niente.

Insomma? Parla del ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano, nel 2000. [More]

1st lineC’è un ristorante incredibile a Milano, Zona Tortona (quartiere che sto lasciando per andare ad abitare a Milano3). Si chiama Persian Red Rose, è minuscolo, nascosto, quieto ed economico. Come si può immaginare dal nome, è iraniano, gestito da Mitra e figli, di Teheran. Ogni tanto ci passo tornando a casa, take-away di khoresht fesengian (uno spezzatino con noci e melograno, per gli amici “quello col melograno”) e via. Non è che mi ricorda l’estate scorsa, ma di certo subisco la fascinazione del luogo. Del resto, in Iran non ho mangiato mai bene come da Mitra & figli.

La settimana scorsa ci ho portato Yuval, l’eroe dei Due Mondi israeliano che col suo passaporto, in Iran non ci può entrare. Il primo piatto che ci han servito è stato hummus (stra-tipico in Israele). Dio Yuval, sei sicuro che ci vuoi andare? Non dirgli di dove sei. L’ultima volta, poi, alla cassa del ristorante, c’era una signora bionda dall’età indefinibile. Turca.

Primo suggerimento per i milanesi quindi: Via Tortona 20.

Il secondo suggerimento è cinematografico, il primo dei tanti. Se ne parla già nella blogosfera (vana speranza l’anteprima), candidato all’Oscar come migliore animazione contro Ratatouille, esce il 29 febbraio Persepolis. [More]