Educazione
Created 22 July 2009
Sono un fan delle generalizzazioni, perché sono essenzialmente semiologico. Ho studiato comunicazione e marketing, e in particolare sociolinguistica e marketing attraverso social network. Adoro i raggruppamenti, le astrazioni, i simboli e le battaglie per i propri valori, specie quando questi sono anche i miei.
Sono anche molto relativista, nel senso che cerco di immedesimarmi in ogni tipo di linea di pensiero, per poi – e solo poi – poterla confrontare con la mia. Finora la mia ha vinto tutti i confronti (libertà, democrazia, occidente, ecc.), quindi faccio un vanto delle mie appartenenze, nazionali, sovranazionali, culturalreligiose, storiche, professionali, ecc.
Ho un amore quasi morboso per le parole e per l’espressione linguistica. Credo che la lingua sia l’invenzione più incredibile che sia nata dall’intelletto umano.
La citazione che mi definisce meglio è un paragrafo di Joyce, che è anche il mio scrittore preferito. Il pezzo è tratto da Dedalus:
Non servirò ciò in cui non credo più, si chiami questo la casa, la patria o la Chiesa: e tenterò di esprimere me stesso in un qualunque modo di vita o di arte quanto più potrò liberamente e integralmente, adoperando per difendermi le sole armi che mi concedo di usare: il silenzio, l’esilio e l’astuzia.
[...]
Mi hai fatto confessare le paure che sento. Ma ti dirò anche che cos’è che non mi fa paura. Non mi fa paura esser solo o venir sprezzato per un altro o lasciare tutto ciò che tocchi lasciare. E non mi fa paura commettere un errore, anche un grande errore, un errore che duri quanto la vita e magari tutta l’eternità.












